di Souad Sbai

Ecco che il giorno è arrivato. Quel 24 Giugno in cui la Turchia sceglie un grosso pezzo del proprio destino. Le elezioni indette in fretta e furia da Erdogan, stretto fra il malcontento del suo popolo e la crisi economica, diranno se il suo consenso è calato e se realmente ci sono le possibilità di scalzarlo dal potere, insieme a tutte le repressioni, gli arresti sommari, il silenziamento della stampa libera. Insomma a tutto il portato di violazioni dei diritti fondamentali che la sua presidenza neo-ottomana porta con sé.

Sarà anche il momento per capire se i suoi sfidanti, Meral Aksener in testa, avranno saputo intercettare il malcontento del popolo e avranno saputo fare e proporre un modello alternativo di Paese. Nel frattempo ieri centinaia di migliaia di persone si sono radunate in piazza per gli sfidanti di Erdogan, che di certo sente il fiato sul collo della protesta e dei sondaggi. Poi se c’è una grossa fetta di popolo, quella che non è riuscito ad arrestare, che non ha paura e addirittura lo sfida scendendo in piazza vuol dire che al di là del voto e di come andrà la Turchia si è risvegliata. Finalmente. E per il Sultano la perdita del potere sarà solo una questione di tempo.

da Almaghrebiya.it del 24/06/2018