”Si è concluso con un grande successo di pubblico il #NoVeloDay promosso e organizzato da Centro Studi Averroè di Roma insieme ad altre associazioni nazionali e internazionali. Letture, proiezioni e l’incontro ‘Dietro al velo del terrorismo’ hanno visto la sala dell’Averroè gremita. Sensibilizzare e spingere forte sulla necessità di spezzare la catena del politicamente corretto su buqa e niqab è ormai una missione da cui non si può prescindere”. Così in una nota Souad Sbai, giornalista e scrittrice, da tempo attivista contro il velo integrale.

”Burqa e niqab, che non sono indumenti religiosi islamici bensì di origine tribale, sono strumenti tramite i quali il proselitismo della Fratellanza Musulmana ”marchia il territorio”, dove ci sono donne velate integralmente il dominio della Fratellanza è totale e la presenza di queste donne devastate, contro la loro volontà, ne è il marchio che deve essere evidente a tutti. Sento spesso dire – spiega Sbai – che burqa e niqab sono simboli di libertà religiosa, ma in realtà sono estremismo, radicalismo, violenza. La giornata di oggi – conclude – che verrà replicata ogni 21 Giugno, è il primo passo di una battaglia senza quartiere contro questi strumenti di oppressione scambiati per libertà. Una vergogna che deve finire”.