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di Souad Sbai

Quando si sente dire che non è possibile aiutare chi è in difficoltà in patria, forse occorrerebbe allargare lo sguardo oltre il proprio naso. Oltre la propria ristretta prospettiva geopolitica. E forse culturale. Gli Emirati Arabi Uniti stanno inviando dieci navi e tre aerei che trasportano aiuti alle parti liberate di Hodeidah, Yemen, seguendo le istruzioni di Mohamed bin Zayed, Principe ereditario di Abu Dhabi e vice comandante supremo delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti, e in questo caso nel suo ruolo di presidente della commissione dell’Emir Red Crescent (ERC) Sheikh Hamdan bin Zayed. Il corridoio di aiuti umanitari del CER vedrà le dieci navi degli Emirati Arabi Uniti trasportare 13.500 tonnellate di prodotti alimentari, mentre un ponte aereo di soccorso d’emergenza di accompagnamento prenderà il via con tre voli che trasportano 10.436 pacchi di cibo. Aiuti che servono per una popolazione stremata da un guerriglia pesantissima.

La “prima nave di soccorso trasporterà 500 tonnellate di riso e farina, mentre la seconda nave consegnerà 1.000 tonnellate di vari prodotti alimentari. Altre quattro navi forniranno 3.000 tonnellate di prodotti alimentari ciascuna.” La prima nave di soccorso del CER che trasporta 10.000 tonnellate di grano dovrebbe arrivare tra una settimana venerdì, fornendo aiuti alimentari essenziali per 888.000 persone in un arco di due settimane, tra cui 480.000 bambini e 160.000 donne. Le navi di soccorso, spiegano i media emiratini, si stanno dirigendo verso Hodeidah, dove il porto rimane aperto e operativo nonostante l’offensiva in corso. Altre navi sono state rese disponibili per arrivare al porto nei prossimi giorni. Una scialuppa di aiuti che trasportava 65.000 pacchi di cibo è arrivata nello Yemen domenica scorsa, mandando soccorso a 455.000 yemeniti, tra cui 273.000 bambini e 91.000 donne.

Un’altra nave mercantile inviata domenica dagli Emirati Arabi Uniti, invece, arriverà sulle coste dello Yemen trasportando 500 tonnellate di aiuti alimentari, sufficienti a fornire 12.000 persone in un periodo di due settimane. Immediatamente il giorno dopo, una nave degli Emirati Arabi Uniti che trasporta 1.000 tonnellate di cibo, arriverà nello Yemen. Un’operazione di alto livello umanitario e assistenziale, per un quadrante geografico in cui la guerra ha lasciato strascichi e conseguenze pesantissime. Aiutare i Paesi prima che le persone, e con questo aiutare i popoli in difficoltà è possibile. Il Piano Marshall degli Emirati arabi uniti lo dimostra. Basterebbe solo non essere miopi e condizionati da logiche immigrazioniste la cui origine ben si conosce.

da Almaghrebiya.it del 16/06/2018