Souad Sbai

di Souad Sbai

Premier per la terza volta consecutiva, la quarta complessivamente per Viktor Orban in Ungheria. Un altro plebiscito, che gli analisti del pensiero unico non tarderanno a definire (forse lo avranno già fatto) un risultato da regime. Peccato che l’affluenza sia stata record, sfiorando il 70% degli aventi diritto che si è recato alle urne, aumentando di quasi 9 punti percentuali rispetto al 2014. Il ‘cattivo’ Viktor Orban dunque vince ancora, anzi stravince portandosi a casa una maggioranza record.

Eppure i grandi giornali filo-Bruxelles ce lo avevano descritto come ”schiacciato dal peso delle sue scelte in tema migratorio”, inventore della ”democrazia illiberale”, insomma un mostro. E Bruxelles, temendo la vittoria schiacciante che poi è arrivata già prima del voto tentava di giocare la carta economica e finanziaria, quella che ai burocrati europei riesce meglio: ha bisogno degli investimenti internazionali, hanno detto, non può esagerare con le sue politiche.

Ma Orban vince e stravince e comunque lo si voglia vedere rimane un tassello fondamentale per mantenere vivi i piccoli brandelli di sovranità ancora rimasti nelle nazioni del vecchio continente, la possibilità di dire no ai diktat europei, di decidere per sè. Il popolo ungherese ha deciso, come ormai avviene in molte parti d’Europa, per la propria autodeterminazione e per non sottostare ad un giogo che schiaccia chiunque, fra politiche di austerità devastanti per le economie e flussi migratori imposti. Oltre che incontrollati.

Anche stavolta, come spesso ho sentito dire dai grandi esperti di politica e di sociologia, il popolo ”non ha capito”, ”ha avuto paura”: ormai lo sappiamo, per questi signori quando il voto non soddisfa il popolo non ha diritti, non capisce nulla, andrebbe escluso dalle decisioni importanti. Brexit e Trump docet in questo senso. Se voti per quello che vuoi, invece che per quello che ti impongono, allora il tuo voto vale meno di altri. Avanti così, se questi sono i risultati. Avanti verso un’Europa che non abbia più paura dei ricatti di Bruxelles e delle sue politiche violente contro le economie e la libertà di autodeterminazione dei popoli.

da Almaghrebiya.it del 09/04/2018