Souad Sbai (presidente del centro culturale Averroè, giornalista esperta di terrorismo jihadista): La storia fa il suo corso, sempre. E presto o tardi si incarica di dichiarare spergiuri coloro che hanno mentito. Non sarà sfuggita a chi conosce le vicende di questo nostro Paese la citazione sottile delle parole di Bettino Craxi nell’aula di Montecitorio, in quello che con ogni probabilità è stato il suo discorso più famoso. Il tema è un altro, il tempo è un altro ma i significati non cambiano: coloro che allo scoppio della Primavera Araba si sperticarono in dichiarazioni a favore dei presunti liberatori, degli assassini di Muammar Gheddafi e dell’intero quadrante geografico nordafricano debbono assumersi tutta la responsabilità di quel disastro.
E fra i mentitori seriali di quel disgraziato 2011 e di oggi c’è senza alcun dubbio l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy che prima di far volare i caccia transalpini a bombardare la Libia (insieme agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna) qualche anno prima, secondo le indagini della giustizia francese che lo ha posto in stato di fermo, si era fatto ‘’oliare’’ la campagna elettorale con i bei milioni proprio di Muammar Gheddafi. Di quel raìs che poi è stato assassinato in circostanze volutamente mai chiarite. La domanda va posta in tutta la sua crudezza: perché si preferì permettere l’eliminazione fisica di Gheddafi? Chi temeva per le sue rivelazioni? Chi aveva a cuore che lui e il suo bagaglio di rivelazioni non emergessero? Le complicità in questa storia sono molte ma rimane la certezza di un’operazione internazionale criminale atta a distruggere un equilibrio mediterraneo non democratico ma stabile. Ma sta di fatto che la partita di ritorno è iniziata e Sarkozy non sarà la prima e l’unica vittima che farà l’accertamento della verità su quei fatti torbidi. Non a caso arrivano le accuse internazionali al Qatar, sui suoi rapporti (finanziari e politici) pericolosi con il fronte jihadista che fece da manovalanza proprio a quelle operazioni, sul finanziamento ad ogni forma di rivolta, di movimento estremista e proselitista. La verità arriverà, anche qui. E spero che anche in Italia si apra qualche dossier su questa storia. E come spunteranno fuori i veri motivi dell’eliminazione di quel Gheddafi che non ho mai apprezzato ma che avrei preferito parlasse. Ma al posto suo, a quanto pare, stanno parlando i milioni. E lo faranno anche altrove, presto o tardi, mettendo fine alla menzogna perenne delle primavere arabe.

E’ quanto afferma Souad Sbai, giornalista esperta di terrorismo jihadista all’agenzia Macchioni Communications ‘Carpe Diem’.