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Souad Sbai (presidente del centro culturale Averroè, giornalista esperta di terrorismo jihadista): ”Afrin cade sotto la mannaia di Erdogan ma nessuno se ne cura. Ma come? Sino a qualche tempo fa non stava a cuore all’Occidente della sorte dei curdi. Ora davanti ad un vero e proprio genocidio nessuno dice niente anzi sembra approvare il massacro dei turchi. Cancellare Afrin significa anche cancellare il movimento di liberazione delle donne curde così coraggiose nel ribellarsi al loro stato sociale che le voleva schiave dei loro matrimoni combinati. Ci si preoccupa della sorte dei migranti, bisogna aiutarli a casa loro e poi dall’Europa si danno soldi alla Turchia per sterminarli. Purtroppo è solo l’inizio della escalation turca perché dopo Afrin che ha visto 280 civili e 1500 soldati curdi uccisi la guerra si sposterà al Nord Iraq facendo cadere ancora una volta nel vuoto gli appelli dell’Occidente”.

da MM-COM.it del 20/03/2018