Dichiarazione di Souad Sbai (presidente del centro culturale Averroè) giornalista esperta di terrorismo jihadista: Quale ipocrisia chiamare un’operazione militare “Ramoscello d’Olivo” quando ieri la Turchia ha annunciato con grande soddisfazione di aver ucciso 3.149 curdi nella zona di Afrin. Ulivo simbolo della pace e si vede. E’stato compiuto un vero e proprio sterminio nel silenzio generale. Secondo le forze armate turche sono stati “neutralizzati” (per non dire uccisi) 3149 curdi siriani che loro definiscono “terroristi” e al contempo non viene fornito nessun dato relativo ai civili uccisi che sarebbero a centinaia bambini compresi. In realtà i morti sono solo curdi e di certo non mettevano in pericolo la popolazione siriana che anzi hanno strenuamente difeso dagli attacchi di Daesh per di più appoggiato proprio dalla Turchia. Il regime turco vuole far passare una vera e propria aggressione armata alla regione curdo-siriana di Afrin come una operazione antiterrorismo, un metodo islamo-fascista ampiamente usato da Erdogan per giustificare, anche in patria, i più efferati crimini contro chiunque si opponga al suo regime o contro chiunque lui veda come una minaccia. Il tutto e non c’è da meravigliarsi più di tanto nel silenzio dell’Europa e degli americani che si sono comportati nei confronti dei curdi in modo vigliacco prima usandoli e poi scaricandoli . Senza contare l’aperta violazione della risoluzione ONU 2401 del Consiglio di Sicurezza che impone il cessate il fuoco in tutto il territorio siriano, risoluzione palesemente ignorata da Erdogan che ha continuato a bombardare senza sosta la regione di Afrin.

E’ quanto afferma Souad Sbai, giornalista esperta di terrorismo jihadista all’agenzia Macchioni Communications ‘Carpe Diem’.