Rachida: un’apostata in Italia

Il 19 novembre del 2011, a Sorbolo Levante di Brescello in provincia di Reggio Emilia, a soli 35 anni Rachida, donna d’origine marocchina, viene massacrata a colpi di martello dal marito. Davanti a un simile scempio, le autorità interpellano Souad Sbai e l’associazione di cui è presidente, “acmid-Donna”, per venire a capo di quella che sembra una vera damnatio memoriae. L’autrice inizia così a ricostruire la vicenda rimossa di questa donna spezzata. La verità è sconvolgente: Rachida è stata uccisa perché aveva deciso di convertirsi al cristianesimo. In questo suo libro, in cui la più intima emozione è intrecciata a una rigorosa analisi di fatti e dati, l’autrice coglie con implacabile lucidità il pervertimento estremistico di tante comunità musulmane in Italia, l’atteggiamento ipocrita di quanti sostengono l’islamically correct a ogni costo, l’assurdo giuridico della cosiddetta “attenuante culturale”, la debolezza delle gerarchie cattoliche, la reticenza della comunità internazionale sul tema dell’estremismo islamico, lo scempio di vite e di libertà in cui consiste l’odierna persecuzione dei cristiani nel mondo.