Esplosione nella metro a Londra, alle 8.20, sulla District Line, alla fermata di Parsons Green, nella zona residenziale di Fulham. Almeno venti i feriti. Testimoni parlano di persone con bruciature sul volto ed escoriazioni. Da Scotland Yard è appena arrivata la conferma: “E’ terrorismo”. Su questo nuovo, tragico episodio Intelligonews ha intervistato Souad Sbai, giornalista e presidente dell’associazione antiviolenza Acmid Donna Onlus.

Ancora terrorismjo a Londra. Secondo lei siamo di fronte a lupi solitari o rientra tutto all’interno di una strategia?

“Loro generalmente si muovono il giovedì sera o il venerdì. Bisogna smettere di parlare di lupi solitari, si tratta di un’organizzazione ben strutturata, ora sappiamo anche che arrivano dei soldi dal Qatar, ma con numeri più bassi perché ci sono i controlli. Il Qatar insiste a finanziare un certo estremismo islamico. Purtroppo siamo solo alla punta di un iceberg, ci dobbiamo aspettare tanti altri attentati”.

Paura anche in Italia per via di tre furgoni Dhl rubati a inizio settembre. Uno è riapparso oggi a Milano. Cosa dobbiamo aspettarci?

“Abbiamo la fortuna che i nostri servizi di intelligence si muovono, ma non possiamo pensare che non verremmo attaccati. Noi siamo la coda, ma non ci risparmieranno. Detto questo non dobbiamo vivere nel terrore, non è facile ma dobbiamo continuare a vivere in modo tranquillo. Quando lo scorpione è nervoso attacca di più, loro stanno perdendo una guerra e hanno meno finanziamenti rispetto al passato anche se gli arrivano sempre tanti soldi. Ci sono personaggi critici da tenere strettamente sotto controllo”.

Vista la frequenza sempre più alta, non c’è il rischio di finire con l’assuefarsi a eventi drammatici come quello di oggi?

“La gente vedo che è ancora terrorizzata, si guarda intorno, in un ristorante basta un rumore per creare panico, c’è paura a prendere i mezzi pubblici. Ci abitueremo anche a questo ma il problema è che vanno fermati e mandati in carcere o spediti a casa. Poi ci sono quelli che da anni vivono nel nostro Paese, soprattutto al Nord, che hanno difficoltà di movimento perché ormai nelle moschee sono controllati ma poi riescono a incontrarsi. Anche in Italia c’è un movimento e va fatto un progetto di sradicalizzazione importante altrimenti non ne usciamo più”.

da Intelligonews.it del 15/09/2017