La strage di cristiani in Egitto durante la celebrazione della festività della Domenica delle Palme ha posto un interrogativo: il terrorismo internazionale si sta rafforzando? E se sì come va letto l’attentato in Svezia e quello in Egitto rispetto all’attacco di Trump alla Siria di Assad? IntelligoNews ha posto queste ed altre domande a Souad Sbai, giornalista e politica italiana di origine marocchina la quale ha negato un possibile legame tra i due eventi, sottolineando inoltre come il rischio di un terzo conflitto mondiale sia ancora remoto. Non è mancato poi un commento sulla politica di Donald Trump, la cui strategia sembra essere cambiata negli ultimi tempi…

Cosa c’è dietro al duplice in attentato in Egitto, può essere in qualche modo collegato a un terrorismo internazionale che sembrava in crisi dopo le perdite in Siria e che ora forse si sta rafforzando anche in seguito all’attacco di Trump ad Assad, oppure le due cose non sono legate? Pensiamo anche a Stoccolma.
“Questo non è l’Isis, gli attentati in Egitto non hanno niente a che vedere con ciò. Si tratta invece di al-Qaeda. Se non riescono a capire neppure questo… Il punto è che al-Qaeda ha ricominciato ad alzare la testa dopo essere rimasta a guardare. Sono ricominciati gli attentati. Le due cose restano dunque distinte”.

Era lecito attendersi maggiore indignazione per quanto successo in Egitto, quando ad essere colpiti sono i cristiani la notizia passa un po’ in secondo piano?
“Sì, la stampa fa questo e soprattutto quella italiana. Quando succede qualsiasi cosa in Europa tutti sono concentrati su questo, succede invece in Egitto ai cristiani e l’attenzione data non è quella che avrebbe dovuto avere. I morti alla fine sono morti, siano essi cattolici, copti o musulmani moderati. Purtroppo questa cosa l’abbiamo notata parecchia volte, ma resta inaccettabile. Si è molto tiepidi nella denuncia”.

Tornando a Trump, il Pentagono ha detto che la Portaerei statunitense in Estremo Oriente sta lì già da febbraio. Una fake news dunque l’avvicinamento di Trump al territorio nord coreano? Come è cambiata la strategia di Trump in quest’ultima settimana?
“A me sembrava strano che Trump non avesse avuto un’attenzione verso il Medio Oriente. Mi sembrava davvero strano. Anche qui la stampa ha parlato tanto di Trump, dimenticandosi quello che ha fatto l’Isis in tre anni. Certo, la soluzione non è attaccare Assad. Meglio il dialogo diplomatico, aprire sia alla Russia che ad Assad. Dire che Assad è un criminale dimostra che si ha la memoria corta, basterebbe vedere il massacro che ha fatto l’Isis nei tempi di Obama, con gli Usa che non hanno mai attaccato l’Isis, anche militarmente. Quando questi personaggi erano in pieno deserto li si sarebbe potuti attaccare tranquillamente”.
La Corea del Nord da una parte, la Cina che sembra essere minacciosa nuovamente nei confronti di Taiwan dall’altra. Non è che la scintilla del terzo conflitto mondiale potrebbe arrivare proprio dall’Asia?
“Ma no, le economie di alto livello ci vogliono far credere questa cosa. Così stiamo ancora più in ansia. Secondo me nessuno oggi può affrontare un terzo conflitto mondiale. Non c’è un motivo importante per portarci a questo. Io ancora non lo vedo e non ci credo, lo dico sinceramente. intelligonews. Credo più a un terrorismo che per tre anni con l’Isis ha portato tensione nel mondo, con Obama che non ha fatto nulla per debellarlo.  Nello stesso tempo c’è il ritorno di al-Qaeda che si è risvegliato, perciò iniziano le vere bombe di kamikaze in giro per l’Europa. Questo è ovvio”.
da Intelligonews.it del 10/04/2017