La realtà di famiglie musulmane con donne sottomesse, segregate, di cui non sappiamo nulla, è concreta anche nel nostro Paese. Storie di violenze e negazioni, che cominciano fin dalla tenera età, considerando che il 60% delle bambine del Maghreb non frequentano più la scuola dell’obbligo, e non riusciamo a capire cosa facciano o siano costrette a fare”. Souad Sbai, in un editoriale su il Tempo, interviene sul caso della ragazzina di 14 anni che è stata tolta ai genitori dopo che la madre l’ha rasata perché si era rifiutata di indossare il velo islamico. “E’ il segno del tempo che viviamo, un caso esemplare dietro cui se ne nascondono tanti altri, difficili da conoscere”.

La Sbai lancia quindi un appello al governo che “non ha fatto nulla per l’integrazione vera, efficace delle donne. Anzi, alle associazioni come la nostra, impegnate sul territorio italiano per dare a tante mogli, sorelle e figlie musulmane la libertà dovuta, sono stati tolti i fondi. E dobbiamo lavorare in completa autogestione, una sfida quotidiana molto difficile. Mi chiedo cosa pensi, di questo caso, la presidente della Camera Laura Boldrini, visto che progressivamente, durante il suo mandato, a Montecitorio abbiamo trovato sempre meno sale disponibili per incontri, seminari e convegni dedicati alla condizione delle donne”.

E ancora, attacca la Sbai: “Chiedo cosa ne pensino la ministra dell’Istruzione e tutte le femministe che hanno lottato a lungo per le «quote rosa”, “c’è il volto vero dell’omertà coperto dal velo, pericoloso come quello reale, di un’accoglienza promossa senza valutare le conseguenze che potremmo avere di qui a qualche anno. diretta news24. Oggi tocca a Fatima, domani potrebbe toccare ad Anna, Federica, Lucia, alle ragazze italiane. C’ è un buonismo relativista che ha fatto ammalare di multiculturalismo l’Europa e il nostro Paese. Potrebbe essere letale, prima di quanto possiamo immaginare.

da LiberoQuotidiano del 01/04/2017