Souad Sbai, politica e scrittrice, italiana ma di origine marocchina, laica ma di cultura arabo-islamico, intervistata da Ticinolive, parla della sua esperienza in campo: dalle battaglie di civiltà condotte da presidente dell’ACMID (Associazione Antiviolenza sulle donne arabe e marocchine) ai numerosi libri scritti, affrontando l’argomento del terrorismo islamico, sino alla situazione tragica in Medio Oriente. “Poiché i morti” dice “per l’Occidente devono contare comunque, anche se sono siriani.”

On. Souad Sbai quali sono le più importanti battaglie che avete svolto e vinto?
Da 15 anni combattiamo per la libertà e i diritti della donna. Le più importanti battaglie sono state quelle sul piano della civiltà, come quella contro l’infibulazione, portata avanti dall’ ACMID, con il sostegno di un ex Senatore di AN. Nel 2006, siamo riusciti a far passare il provvedimento per mettere fuori legge quest’orribile pratica, ma quel che stupisce è che tale orrenda usanza era ancora praticata in Italia.
Una pratica tuttora praticata, nel mondo…
Purtroppo si, nell’Africa centrale e subsahariana. Inoltre, ha contagiato culture originariamente estranee ad essa, come quella marocchina, e da alcune di esse è stata importata in Italia. C’è recentemente stato un caso a Firenze, ma fortunatamente ora si tratta di casi sporadici, e non è più l’usanza all’ordine del giorno come, ahimè, accadeva prima della nostra vittoriosa battaglia.
Cosa pensa della politica di Assad?
Oggi tutto il bene possibile. La malvagità dell’Isis è da annientare ed egli sta facendo il possibile. Non è democratico? Ma quale paese del Medio Oriente oggi lo è? E soprattutto, quale potrebbe esserlo, in una tale situazione? Non certo l’Arabia Saudita.
A questo proposito, tra i suoi molti saggi, nel 2013 ha scritto riguardo alle Primavere Arabe. Come sono nate, in sintesi?
La Primavera Araba è in realtà un inverno gelido. Le cosiddette Primavere non hanno nulla a che vedere con la democrazia diretta, al contrario dietro di esse vi è la Fratellanza Musulmana, il cui progetto, a lungo termine, è l’islamizzazione, nei prossimi 200 anni non solo di tutto il continente africano ma anche di tutto il mondo.

Francia e Inghilterra, ad esempio?
Certo! E la loro ambiguità oggi fa male a tutti noi. Esse sono state artefici dell’assassinio di Gheddafi; dicono “era un dittatore”. Ma sotto il suo governo la fratellanza musulmana era stata messa fuorilegge. La Francia, in particolar modo, si è resa colpevole due volte, la prima sostenendo Khomeini, la seconda uccidendo Gheddafi. Ciò ha permesso la nascita di quel disordine che ha poi portato all’estremismo radicale islamico, l’Isis.
E nel 2015 ha scritto un libro proprio a riguardo. Come si è formato, a Suo parere?
È frutto anzitutto del fallimento delle Primavere Arabe. Qualcuno lo ha chiaramente finanziato, per i propri interessi.
Chi, ad esempio?
Le dico soltanto che l’Arabia Saudita è terrorizzata dagli sciiti. Oggi è uno dei primi Paesi in cui i diritti umani vengono calpestati. Anche oggi ad esempio in Siria c’è stato un attentato che ha provocato 45 morti. Eppure questo dramma umanitario passa in secondo piano. Dei morti del terrorismo, ci ricordiamo solo quando questi sono europei.
Cosa pensa della Russia?
Ha senz’altro rallentato l’avanzata dell’Isis, ma non può continuare da sola. La Siria ha bisogno degli aiuti dell’Occidente. Qualcuno fa finta di niente, poiché gli attentati spaventano solo se accadono in Francia o in Germania.
Il terrorismo l’ha toccata in prima persona, vuole parlarne?
Non mi piace il vittimismo, io sono una donna forte. Tutte le famiglie provenienti dall’Algeria hanno avuto almeno un morto in famiglia a causa del terrorismo. Quanto accaduto deve servire per non dimenticare ed impedire quello che accadde ad Algeri nel 1995.
Cosa pensa di Trump?
Mi fa sperare, tuttavia vedremo. Non mi piace fare analisi infondate sul futuro, tuttavia non mi è piaciuto che abbia bloccato l’ingresso a paesi sciiti ma non all’Arabia Saudita.

Infine, ha apprezzato l’iniziativa della Le Pen di non mettersi il velo?
L’ho fatto anch’io, in più occasioni! Marine Le Pen è stata bravissima, poiché ha portato avanti l’idea di libertà e uguaglianza della donna. Il capo lo copro solo in caso di preghiera. Trovo ridicole le varie donne di sinistra come la Mogherini o la Boldrini che, in qualsiasi piccola moschea, trovano l’occasione per indossare il velo. Una vera donna di sinistra, al contrario, fu la Fallaci, che rifiutò di coprirsi il capo in presenza di Khomeini.

di Chantal Fantauzzi su Ticinolive del 24/02/2017