(AdnKronos) – La libertà di culto è giusta, ma “le moschee vanno aperte solo dove c’è un regolamento, chiudendo subito quelle irregolari, senza ‘se’ e senza ‘ma’”. A parlare è Souad Sbai, esponente di ‘Noi con Salvini’ che, a margine della presentazione del comitato donne a sostegno della candidatura a sindaco di Milano di Stefano Parisi, spiega: “L’Italia è un Paese libero e io sono per la libertà di culto”. Tuttavia “la questione va valutata nei minimi dettagli”, dal momento che “in talune moschee si fa politica, non religione, e oltre a molta gente per bene gravitano personaggi pagati dal Qatar e dall’Arabia Saudita per re-islamizzare le comunità al radicalismo estremista”.

“Noi – afferma Sbai – ci occupiamo della questione da 15 anni e abbiamo detto più volte che il progetto dei Fratelli Musulmani è di una progressiva occupazione del territorio. Non solo in Italia, ma in tutta Europa”. Quanto accaduto a Parigi e Bruxelles, “dimostra che non si tratta solo di un problema di integrazione; il tema vero è di annientare i gruppi organizzati dall’estero che stanno radicalizzando molti giovani”. Per questo occorrono moschee dove “si parli solo italiano, ci siano Imam controllati e che hanno studiato la teologia in Italia”, oltre a “una legge nazionale, meglio ancora se coadiuvata da una legge regionale”.

I “giovani, specie se di seconda generazione, non vanno lasciati soli; mentre per le donne sono necessarie politiche di integrazione serie”, perché “è su di loro che passa l’integrazione, ma sono ancora molte quelle che, pur vivendo in Italia, sono costrette a vivere segregate in casa senza poter partecipare alla vita sociale ed economica del Paese”.