di Souad Sbai

Il pericolo rappresentato dai “lupi solitari” è un fenomeno agghiacciante e per troppo tempo sottovalutato. Oggi scopriamo che questi potenziali attentatori «singoli» sono tanti, sono pericolosi e sono anche collegati fra loro, in Italia come nei Paesi del radicalismo islamico . Lo dimostra il fatto che la foto dell’attentatore di Ottawa, in Canada, è stata postata in rete proprio dall’Isis, la holding del terrorre planetario, a poche ore dalla sparatoria.

Questo vuol dire che sono persone conosciute all’organizzazione terroristica perché evidentemente hanno già operato negli quegli ambienti del fondamentalismo sanguinario. Non minimizziamo il fenomeno, dunque, perché in alcuni casi i convertiti sono molto più aggressivi del musulmano di nascita. Tanto è vero che il lavaggio del cervello degli occidentali convertiti richiede anche meno di un anno. Tanto serve per creare un estremista. Il pericolo maggiore per l’Italia, in questo momento, è rappresentato dal buonismo e dal relativismo che permettono a tutti di fare tutto, di spacciare una vessazione per libertà e di predicare qualcosa che nulla ha a che vedere con l’Islam vero e moderno, bensì solo con l’integralismo. Un Paese non si colpisce solo facendo un attentato, ma anche minando le radici della sua società, rendendole deboli e facili da sradicare. Questo è la vera emergenza.

Una società che conosce la differenza fra il bene e il male non teme nessuno. Non occorre pensare a leggi speciali ma a una rinnovata mentalità dell’inclusione e dell’esclusione. Occorre distinguere accuratamente, proprio in virtù di ciò che dicevamo prima, fra chi viene qui o sta qui per vivere serenamente e chi utilizza il nostro Paese come base logistica e di addestramento e reclutamento di jihadisti. E questo lo si fa solo con una politica più attenta alla sicurezza e meno condizionata dall’idea di calpestare fantomatici diritti che in realtà nascondono soltanto volontà di conquista.

da Il Tempo del 24/10/2014