Souad Sbai

“Oggi più che mai occorrerebbe quell’albo degli imam e quel sistema di regolamentazione dei luoghi di culto che la Consulta per l’Islam Italiano aveva progettato e quasi reso realtà. Nel caso di una moschea a Milano, come in qualsiasi altra città italiana, non è possibile lasciare l’iniziativa alle realtà istituzionali locali ma essa va tassativamente sottoposta al Viminale, che deve e può sovrintendere ad una decisione di importanza vitale. Senza regolamentazione certa ogni decisione diventa un pericoloso precedente”. Lo afferma la giornalista ed ex membro della Consulta per l’Islam Italiano presso il Viminale, Souad Sbai, in relazione al consiglio comunale a Milano in cui è in discussione la possibile realizzazione di una moschea a Milano. “Occorre sentire le comunità più numerose ed integrate, parlare con la cittadinanza italiana e straniera e non far passare l’idea che la versione di Islam di cui qualche associazione non rappresentativa di tutta la comunità musulmana si fa promotrice, possa essere quella prevalente mentre i cittadini musulmani moderati sono una maggioranza spesso silenziosa, che tocca il 90% dei fedeli e va ascoltata e non intimidita
o zittita”.