Souad Sbai (photo: Lo Speciale)

“L’attacco all’autobus a Roma è uno scandalo che non accade in nessun altro Paese civile. Un’autista, una donna giovane che poteva rimanere ferita o fare una bruttissima fine se fosse finita nelle mani di quell’orda criminale, un mezzo pubblico devastato e un clima di terrore degno delle guerre civili africane: questo si respira in Italia, con la politica che si trastulla sull’articolo 18 mentre di lavoro non ce n’è più e la disoccupazione galoppa, aggravando la crisi sociale e umana”. Così Souad Sbai, giornalista ed ex parlamentare italo-marocchina, commenta l’attacco di un gruppo di immigrati ad un autobus in zona Corcolle a Roma.

“L’umanità e la tutela dei diritti umani si tramuta, in Italia, in un varco sempre aperto per chi vuole commettere reati e non ha alcuna intenzione di integrarsi né di vivere in maniera civile. Fra criminalità ed estremismo ormai non controlliamo più chi vaga senza meta nel nostro Paese e si finisce con un bus devastato, una donna in bilico fra la vita e la morte mentre svolge il suo lavoro e l’impunità che regna sovrana. Questi sono solo criminali, non immigrati da proteggere, e chi finora ha coperto questo scempio con la falsa coperta dei diritti umani si vergogni perché ha scaraventato l’Italia nel caos sociale e nella paura.”