Tg2

di Souad Sbai

In fila, eritrei, siriani, ghanesi, nigeriani e kurdi irrorati di disinfettante anti-scabbia con una pompa, sfilano nudi tra i container  in mezzo ad un cortile. Sono le immagini choc diffuse da un servizio del Tg2 che documentano le condizioni degradanti in cui sono costretti a vivere gli immigrati trattenuti nel CIE (centro di identificazione ed espulsione) di Lampedusa. Immagini vergognose che sembrano provenire da un lager nazista e che ci catapultano in un passato tutt’altro che remoto. Le sconcertanti sequenze rivelano quanto, nonostante gli sforzi degli operatori umanitari, poco si stia facendo  per garantire un’assistenza adeguata per i migranti in transito nel nostro Paese. Una situazione di emergenza che persiste da anni e che va ben oltre i protocolli e la pratica sanitaria standard.

Il sovraffollamento dei CIE non può giustificare trattamenti che nulla hanno a che fare con il rispetto della dignità umana, soprattutto quando 190 milioni di euro sono stati stanziati per il fondo dell’immigrazione. Ma le istituzioni latitano, quando non perdono tempo a riempirsi la bocca di diritti umani e proclami di vario tipo o a  sfilare davanti alle bare dei migliaia di morti che ogni anno le nostre coste ci restituiscono. E allora bisogna fare nomi e cognomi: Laura Boldrini, un passato nelle fila dell’Onu come portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati, oggi, da presidente della Camera,  sembra avere dimenticato quell’impegno verso i più bisognosi.

Una sensibilità persa e sacrificata in nome del suo attuale incarico, che la porta a volare oltre i confini italiani per assistere ai funerali dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela insieme al suo compagno. Un volo di Stato per la terza carica della Repubblica che in passato è costata qualche denuncia ad altri esponenti istituzionali.

Il sospetto di doppiopesismo o il pregiudizio sessista, caro presidente Letta, in questa triste vicenda non c’entrano proprio nulla. Facciamo prevalere il buon senso, piuttosto. Tanto più quando l’Italia continua a perdere la sua credibilità agli occhi dell’Europa, che minaccia di bloccare gli aiuti,  e del mondo. Certo, nella filiera dei rispetto dei diritti umani perdiamo terreno ma non in tema di pari opportunità. In quest’ultimo caso, infatti, gli abusi vengono tanto da una parte quanto dall’altra. Sugli organi di stampa, intanto, continuano a rimbalzare le bizzarre proposte del ministro Cecile Kyenge, dallo ius soli alle “quote nere”, che imbarazzano il suo stesso partito.

Siamo alla fine dell’anno e la titolare del dicastero sull’immigrazione non ha ancora portato a casa nessun risultato né per quanto riguarda l’azione legislativa ne quella amministrativa per migliorare la condizione degli immigrati stranieri in Italia. E stando alle immagine trasmesse dalla seconda rete, il cammino è ancora lungo.

da Almaghrebiya.it del 18/12/2018