Tutta l’Europa si interroga sulla lecità o meno del burqa, e inizia a vietarlo nei luoghi pubblici. Ultimo caso quello svizzero, dove questa mattina è stato reso noto il risultato del referendum, che ha proibito l’uso del velo integrale poichè lede la libertà femminile. Un vero e proprio dramma che si cela dietro questi indumenti che si trasformano in vere e proprie prigioni per le donne, che ne sono succubi per volere delle comunità estremiste. Dall’Italia arriva il parere dell’onorevole Souad Sbai, presidente di Acmid donna, associazione che si batte contro la violenza delle donne e che fece la proposta di legge a favore dell’abolizione del burqa. “E’ ignobile che un Paese come il nostro non abbia ancora aperto un serio dibattito sulla questione. Il burqa e il niqab, ledono fortemente la libertà di tutte le donne e sono il segno di una cultura arretrata, barbara ed estremista a cui bisogna porre fine una volta per tutte. Purtroppo nel nostro bel Paese ogni volta che si intavola l’argomento si viene bollati come razzisti. Ma razzisti sono coloro che, davanti al velo integrale e alle vicende di donne maltrattate e rinchiuse in casa, voltano la faccia e fanno finta di non vedere. Dietro il burqa si nascondono vicende di sottomissione e violenze, di privazione della libertà personale femminile, e di un multiculturalismo che ha totalmente fallito. Bisogna”, continua Sbai, “aprire gli occhi anche davanti ai terroristi islamici presenti in Italia. Non ultimo il caso di Milano dove un terrorista è tornato dopo aver ucciso moltissimi innocenti in Siria, ed è ritornato in Italia, come se nulla fosse. Se il ministro Kyenge è troppo impegnata in altre questioni, chiediamo al governo di intervenire su questo dramma così delicato, come quello delle donne. Non si può sorvolare su questo tema, nè tantomeno continuare ad accogliere qualsiasi persona approdi sulle coste italiane. Ci vuole maggior controllo e soprattutto una seria politica che metta sì in primo piano l’accoglienza, ma che sia consapevole di tutti coloro che varcano la frontiera Italiana e che ci sia un controllo maggiore su tutti gli arrivi, perchè non possiamo far entrare tutti e non possiamo tenere tutti e bisogna valutare bene chi deve tornare a casa, perchè tra i perseguitati, possono nascondersi estremisti e filo-terroristi”.

da Almaghrebiya.it del 23/09/2013