Più di 500 clandestini sono sbarcati ieri in Sicilia. I costanti flussi migratori hanno raggiunto anche le coste della Sardegna. La Guardia Costiera di Cagliari la scorsa notte ha prestato soccorso ad un barcone in avaria con 16 clandestini nordafricani che, dopo aver ricevuto le cure del 118, sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Elmas. Preoccupante la situazione a Lampedusa, dove nelle ultime 48 ore, sono circa 1200 gli extracomunitari sbarcati. Il Papa nei giorni scorsi ha incontrato i migranti proprio nell’isola divenuta il simbolo dell’immigrazione incontrollata, della sofferenza del Mediterraneo. Ha parlato di una “globalizzazione dell’indifferenza” davanti a 10mila persone, denunciando con forza il disinteresse che coinvolge tutti – mi includo anch’io, ha detto – verso il dramma dei migranti. Una “spina nel cuore”, l’ha definita Francesco, una tragedia che non deve più ripetersi. Eppure, purtroppo, i numeri ci dicono il contrario. Continuano gli sbarchi a ripetizione, incontrollati e la Marina Militare (sono attualmente 10 i radar che monitorano l’area marittima intorno all’Italia) nel rispetto degli accordi internazionali interviene in soccorso delle imbarcazioni avvistate intorno alle coste italiane, per la salvaguardia dei diritti umani. E i migranti, una volta a bordo delle navi militari italiane, sono ufficialmente nel nostro territorio.

Non può non far riflettere una situazione del genere, soprattutto se consideriamo che la maggior parte dei migranti che viaggia verso le nostre coste è consapevole che l’Italia non li respinge, come accade in altri Paesi europei come Francia, Spagna o Grecia, che hanno misure molto più rigide. Dobbiamo quindi armarci di santa pazienza, ma non solo. Occorre contrastare l’accoglienza senza controllo, al di là delle sterili polemiche di carattere politico che in questa sede non interessano e non aiutano. L’emergenza è sotto gli occhi di tutti; molti sono preoccupati, ma non è sufficiente. E’ necessario che il ministro Kyenge, in quanto responsabile delle politiche per l’immigrazione, attui un programma di accoglienza guidata come avviene in altri Paesi europei, ma soprattutto, si occupi delle migliaia di persone che illegalmente risiedono in Italia, senza una casa, senza documenti, senza un lavoro. Che intenzioni ha il ministro per queste migliaia di immigrati non regolari nel nostro Paese?

Vuole fare una sanatoria per la loro regolarizzazione? Come intende evitare e contrastare i fenomeni di delinquenza e degrado divenuti ormai ingestibili? E’ necessario garantire sicurezza agli italiani e agli stranieri che da anni risiedono in Italia. Ci aspettiamo un programma concreto di politiche per l’immigrazione da chi occupa gli scranni istituzionali, a partire dall’utilizzo dei fondi europei, ad oggi l’unico strumento utile per regolare a monte flussi migratori da anni ingestibili. Siamo stanchi delle continue polemiche, non suffragate da reali programmi sull’immigrazione, che dovrebbe essere prima di tutto sinonimo di integrazione. Non abbiamo bisogno di politiche ne ideologiche ne elettorali ne buoniste; vogliamo vedere i fatti.

da Almaghrebiya.it del 11/07/2013