“La notizia della morte in Siria del giovane studente italiano convertito mentre combatteva il jihad contro Assad, deve farci riflettere a fondo e con estrema preoccupazione. La presa del proselitismo, non solo salafita ma anche di stampo ancor più radicale, sul disagio sociale, non solo delle seconde generazioni, è fortissima e sta colpendo anche i giovani italiani, che addirittura vanno a morire per una causa non loro”.

Così Souad Sbai, giornalista ed ex parlamentare Pdl, commenta la notizia della morte del ventenne studente italiano, Giuliano Ibrahim Delnevo, durante i combattimenti della jihad contro Bashar al Assad in Siria.

“Mi stupisco nel sentire che oggi l’emergenza siano solo le seconde generazioni. Sono sì un’emergenza, ma lo sono allo stesso modo anche i giovani italiani, stretti nella morsa della crisi, della disoccupazione e del disagio. Le porte verso il baratro sono spalancate e la via di uscita dalla loro solitudine è nell’andare ad unirsi a gruppi estremisti e terroristi, la cui nuova propaganda è ormai galoppante in Italia, in silenzio in tutte le nostre città. La bella faccia di chi si professa moderato quando in realtà non lo è ha colpito ancora: ha le mani sporche del sangue di un giovane italiano, spinto dal vuoto che circonda i giovani in Italia a farsi uccidere per un ideale che non gli appartiene. Ma lo scandalo è che il meticciato, che non ci appartiene, la cittadinanza facile e le espulsioni dai partiti facciano più rumore di un ragazzo italiano ucciso in Siria, nelle mani del terrorismo salafita. Alfano rimetta subito in funzione la Consulta per l’Islam, che il precedente governo aveva chiuso per estromettere moderati e esperti del tema Islam a vantaggio di chi non aveva condiviso nemmeno la Carta degli Intenti e la Costituzione Italiana”.