“Mi stupisce che l’ex Ministro Riccardi abbia compreso solo oggi quanto lo ius soli possa essere inadeguato alla realtà del nostro Paese, ma qualche perplessità mi sorge se penso che una proposta a mia firma in tal senso giace in Parlamento dal 2009 e che è stata tenuta accuratamente nel cassetto, per motivi ai più sconosciuti. Perchè non è stata presa in considerazione? O magari anche solo consultata assieme ad altre per farne un testo dello stesso tenore? Forse le mie origini coniugate con la mia appartenenza politica erano un ostacolo troppo grande…”

Così Souad Sbai, ex parlamentare Pdl, giornalista e scrittrice commenta le parole di stamane dell’ex ministro Riccardi sulla cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia.

“Al di là delle convinzioni di Riccardi, a cui oggi rimane facile, una volta uscito dal Governo, spostarsi su un’idea che non dovrà mai prendersi la briga di portare in Parlamento, rimango convinta che lo ius soli per l’Italia sia una pazzia assoluta. Basti pensare ai ricongiungimenti a pioggia che ne deriverebbero. Con la scuola e il contatto con gli altri, invece, si raggiungerebbe la vera integrazione. Qualcuno dovrebbe spiegare alla Ministra Kyenge che la cittadinanza ai figli di immigrati, in qualsiasi forma essa possa arrivare, non interessa a nessuno. Mi permetto di far notare una cosa, in conclusione: che per gli immigrati la cittadinanza non è l’unico problema cui guardare. Il lavoro, la casa, la salute e tanto altro angoscia la vita di uno straniero in Italia, come peraltro di tutti gli italiani. La politica continua a guardare all’immigrato come ad un trofeo da esibire, tentando di regalargli cittadinanze facili a cui non seguirà mai un’evoluzione vera della sua condizione sociale e personale. Un gioco al ribasso divenuto ormai inaccettabile”.

da Almaghrebiya.it del 06/05/2013