(AGENPARL) – Roma, 15 mar – “Che l’India avesse una concezione allucinante dei diritti umani e del diritto internazionale lo avevamo capito da tempo, visto che ritiene giusto e doveroso trattenere illegalmente due militari italiani. La decisione di operare quello che a tutti gli effetti è un sequestro del nostro ambasciatore dunque non mi sorprende ma credo necessiti una risposta pesantissima in termini internazionali”.

Così Souad Sbai, ex parlamentare Pdl e presidente di Acmid, commenta la volontà dell’India di trattenere sul territorio l’ambasciatore italiano e di non farlo partire per l’Italia.

“Il diritto internazionale, artt. 29-30-31 Convenzione di Vienna, prevede espressamente che la figura del diplomatico sia inviolabile e quindi non sottoposta ad alcun genere di detenzione né di pressione. Se l’India ritiene di voler violare ancora una volta il diritto internazionale contro l’Italia questo necessariamente mette in campo l’ipotesi di una ostilità voluta e quindi tendente allo scontro. Del resto – prosegue Sbai – l’assenza di una certezza sul futuro del governo italiano fa sì che l’India possa prendere determinate posizioni, seppure illegali. La comunità internazionale deve muoversi immediatamente per liberare il nostro ambasciatore da un sequestro scandaloso e a cui l’Italia deve prepararsi a rispondere in modo netto. Il sig. Schultz, dato che è così interessato all’Italia, faccia qualcosa per non creare un precedente internazionale clamoroso”.