(Adnkronos) «La Francia, per bocca dei suoi ministri dell’Interno e degli Esteri non si è limitata a negare l’ingresso in patria allo sceicco Qaradawi, ma oggi ha detto no anche ad altri imam estremisti quali Akrima Sabri, Ayed Bin Abdalah Al Qarni, Safwat Al Hijazi e Abdalah Basfare, oltre a Tariq Ramadan, in quanto ospiti non graditi. Tutti vicini all’Ucoii, che in Italia ha perfino organizzato convegni con la presenza di qualcuno di loro». Così Souad Sbai commenta la decisione delle autorità francesi di negare l’ingresso in Francia a quattro imam estremisti e definire Tariq Ramadan «ospite indesiderato».

«Definire Tariq Ramadan ospite non gradito in terra di Francia ha un significato più profondo. È dire no all’estremismo culturale travestito da filosofia multiculturale. È dire no – prosegue la deputata del Pdl- al proselitismo jihadista e radicalista che impazza da sud a nord dell’Europa. È un segno tangibile della comprensione del pericolo di certi personaggi; contraddizione stridente con chi, come l’Ucoii in Italia, invita a Bellaria Safwat Hijazy, definito come intellettuale di punta dei Fratelli Musulmani d’Egitto e non per quello che è, ovvero un degno membro della lista nera della sicurezza inglese, fra le ventidue personalità indesiderate sul territorio del Regno Unito».

«L’Ucoii oggi è membro a pieno titolo della Conferenza delle Religioni, tanto a testimoniare -conclude Sbai- che quello che esce dalla porta degli altri, ritorna dalla finestra da noi, grazie ad un lassismo falsamente multiculturale che scambia colpevolmente e coscientemente i proselitismi dell’odio con le culture, confondendo la visione estremista di una religione con una storia che non le è mai appartenuta, se non nella ottusa visione di chi vorrebbe trasformare l’Italia in un paese radicalista e wahabita».