(Agenparl) ’Joussef Al Qaradawi non è benvenuto sul suolo francese’. E se a dirlo è Nicolas Sarkozy, che ha sdoganato la Fratellanza in Francia e non ha impedito che prendesse di forza il potere in Nordafrica, è evidente che dopo Tolosa qualcosa sta cambiando. E l’Italia non può permettersi di rimanere inerme di fronte al flusso indisturbato di predicatori inneggianti all’odio e all’estremismo che varcano la sua frontiera”. Così, in una nota, l’On. Souad Sbai (Pdl) commenta le parole del Presidente Sarkozy sull’ingresso di predicatori in Francia. “In un’interrogazione al Ministro relativamente ad un incontro praticamente tenuto segreto, cui aveva partecipato un noto estremista tunisino, avevo già chiesto di mettere mano a delle regole precise e ferree per l’ingresso dei predicatori estremisti in Italia, ma non ho ancora ricevuto risposta.

In Olanda Geert Wilders ha negato il visto al predicatore marocchino che voleva radicalizzare la comunità olandese, oggi Sarkozy sbatte la porta in faccia a Qaradawi e noi? Occorre muoversi in fretta e senza ambiguità Olanda – spiega – perché abbiamo già in casa, come abbiamo visto fortunatamente senza conseguenze, estremismo in gran quantità, quindi non si rintraccia alcuna necessità di far venire addirittura da fuori chi ha il solo interesse di andare a instillare radicalismo laddove non c’è e portare le comunità ad una deriva di contrapposizione con lo Stato. Spero che il Ministro risponda al più presto all’interrogazione, perché l’Italia – prosegue – non può e non deve essere un porto franco per ogni estremismo che voglia mettere radici in Europa e fare danni nella nostra società. Il proselitismo radicalista non deve avere alcuna cittadinanza in Italia, nemmeno con fantomatiche federazioni facenti capo a personaggi ben conosciuti, che fanno pressione usando il proprio ruolo diplomatico, raccogliendo ex qua e là, ma che non rappresentano nessuno se non i propri iscritti e interessi.

L’Islam non è solo marocchino, ma fatto di mille identità e l’obiettivo di questa federazione è palese: creare contrasti, confusione e conflittualità fra i musulmani. Ovviamente non fra i moderati che di confederazioni ne hanno già a decine, con migliaia di iscritti”.